mercoledì 19 ottobre 2011

Andrea Zanzotto, tre poesie e una breve nota

Notificazione di presenza sui Colli Euganei

Se la fede, la calma d'uno sguardo
come un nimbo, se spazi di serene
ore domando, mentre qui m'attardo
sul crinale che i passi miei sostiene,

se deprecando vado le catene
e il sortilegio annoso e il filtro e il dardo
onde per entro le più occulte vene
in opposti tormenti agghiaccio et ardo,

i vostri intimi fuochi e l'acque folli
di fervori e di geli avviso, o colli
in sí gran parte specchi a me conformi.

Ah, domata qual voi l'agra natura,
pari alla vostra il ciel mi dia ventura
e in armonie pur io possa compormi.


Esistere psichicamente

Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli -
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch'io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d'inferno
degli atomi e il conato
torbido d'alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.


Sonetto di sterpi e limiti

Sguiscio gentil che fra mezzo erbe serpi,
difficil guizzo che enigma orienta
che nulla enigma orienta, e pur spaventa
il cor che in serpi vede, mutar sterpi;

nausea, che da una debil quiete scerpi
me nel vacuo onde ogni erba qui s'imprenta,
però che in vie e vie di serpi annienta
luci ed arbusti, in sfrigolio di serpi;

e tu mia mente, o permanere, al limite
del furbo orrido incavo incastro rischio,
o tu che a rischi e a limiti ti limi:

e non posso mai far che non m'immischio,
nervi occhi orecchi al soprassalto primi
se da ombre e agguati vien di serpe il fischio.


Nota tratta da "Zanzotto, natura e sperimentazione"

Andrea Zanzotto non è stato soltanto un poeta di enorme talento, è stato anche uno degli intellettuali più originali e aperti del suo tempo: si è espresso, alla stessa altezza dei versi, coi racconti (Sull’Altopiano), coi saggi, con gli articoli, con le interviste e nei modi brillanti e fulminei delle conversazioni in pubblico e in privato. Era nato a Pieve di Soligo il 10 ottobre 1921: luogo di dolci colline delimitato a nord dalle montagne e a sud dal Montello.

Fotografia, free copy da internet
Poesie, free copy da internet
Nota, free copy da "Zanzotto, natura e sperimentazione", Matteo Giancotti, Corriere della Sera, 19 ottobre 2011

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